Tetti in legno - Info tecniche

INDICE

TETTI IN LEGNO O CEMENTO? 10 MOTIVI A FAVORE DEI TETTI IN LEGNO

1. I TETTI IN LEGNO SONO LEGGERI - Vi piacerebbe girare con un pesante elmetto di ferro in testa quando per proteggervi dal sole basterebbe un cappello di paglia?? Tetti in legno ben costruiti e ben realizzati pesano molto meno di un tetto in cemento: il rapporto è di circa 1 a 4; 116 kg/mq del primo contro i 391 kg/mq del cemento. Nella costruzione di un tetto in calcestruzzo si deve consolidare la struttura della casa per reggere il peso del cemento, e si devono costruire tutte le dovute armature di carpenteria per creare la gettata. Il legno non necessita di strutture portanti maggiorate e di nessun tipo d'armatura per poterlo posare. I tetti in legno grazie a questa loro leggerezza trovano una sua applicazione ideale nelle ristrutturazioni di edifici storici, necessitando di rinforzi strutturali meno invasivi e conseguentemente meno costosi.

2. I TETTI IN LEGNO SONO DUREVOLI NEL TEMPO - Perché il legno ha superato il test più importante; quello della durabilità nel tempo: Si pensi soltanto a quante costruzioni in legno sono ancora sotto i nostri occhi e alcune delle quali hanno più di 1000 anni come ad esempio i Templi giapponesi e nella fattispecie il Tempio di Todaiji (Gran Tempio Orientale) considerato il Capo dei Templi Giapponesi; costruito nel 752 definito anche il più grande edificio in legno del mondo, anche se quello attuale fu distrutto da un incendio (ma non dal tempo) e ricostruito nel 1692; oppure le Starvkirke, le chiese Norvegesi interamente costruite in legno intorno alla fine del primo millennio, sono un altra prova della resistenza al tempo delle costruzioni in legno. Ma anche senza andare così lontano, basti pensare ai nostri Masi, anch'essi costruiti nel primo Medioevo e ancora presenti nelle nostre regioni alpine. Altrettanta certezza di durabilità nel tempo non si può affermare con altri materiali, anche più recenti quali il calcestruzzo. All'inizio infatti si è pensato che il calcestruzzo armato fosse eterno; purtroppo ciò è evidentemente falso, perché entrambi i materiali che lo costituiscono sono soggetti a problemi che ne compromettono la resistenza nel tempo. Quando è in presenza di zone costiere, se non adeguatamente protetto, può essere attaccato da sali presenti nell'acqua di mare e nell'aria, dagli acidi presenti nei fumi industriali, e soprattutto è soggetto al fenomeno della carbonatazione. Risente inoltre delle variazioni di temperatura, ed in particolare è vulnerabile al gelo. La struttura metallica al suo interno se non ben protetta dallo strato di calcestruzzo è soggetta ad ossidazione, cioè tende ad arrugginirsi. L'ossidazione oltre a compromettere del tutto la resistenza a flessione dell'acciaio (che tende quindi a rompersi molto più facilmente) ne fa aumentare il volume che, con la sua azione dall'interno, potrebbe far sbriciolare il calcestruzzo che lo ricopre.
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3. I TETTI IN LEGNO SONO A COSTRUZIONE PIU' RAPIDA - Per realizzare tetti in legno di 250 mq, ci vogliono circa 7 gg lavorativi contro i 42 gg del calcestruzzo (calcolando l'asciugatura e indurimento); un rapporto di quasi 1 a 6

4. I TETTI IN LEGNO SONO A RSPARMIO ENERGETICO - Per il mantenimento di una temperatura ideale, è necessario predisporre un buon isolamento termico, che con una scelta oculata nei materiali, con i tetti in legno si può ottenere. La somma dei due componenti dà come risultato un notevole risparmio energetico sia nel riscaldamento che nel raffreddamento dell'ambiente. Studi ed esperimenti hanno dimostrato che con una struttura realizzata in legno si può ottenere un risparmio energetico del 40-50 % rispetto alla stessa costruzione in cemento o acciaio: infatti una parete di legno spessa 10 cm, isola quanto una parete di calcestruzzo dello spessore di 80 cm. Nel caso dei tetti in legno ventilati assistiamo alla massima espressione tecnologica di questi concetti.

5. I TETTI IN LEGNO SONO RESISTENTI AL FUOCO - Oltre alle eccellenti proprietà termoisolanti e igroscopiche, i tetti in legno associano un'ottima resistenza al fuoco ed una maggiore prevedibilità e resistenza al crollo in caso di incendio. L'autocombustione del legno avviene a 300 gradi centigradi, mentre la deformazione dell'acciaio e il rischio di crolli di una struttura in cemento armato avviene a 200 gradi centigradi. All'infiammabilità si può dare un freno utilizzando sezioni maggiori di quelle necessarie ai soli fini statici, permettendo in caso d'incendio la carbonizzazione dello strato superficiale che forma una protezione capace di preservare a lungo, la sezione resistente dal calore. E' possibile inoltre trattare superficialmente il legno con sali di boro, mentre sono da evitare tutti quei trattamenti sintetici che, una volta avviato l'incendio sprigionano gas tossici.

6. I TETTI IN LEGNO SONO ANTISISMICI - In prossimità di aree geografiche ad elevato rischio sismico ( praticamente su tutto il nostro territorio!!), i tetti in legno presentano una maggiore garanzia di sicurezza in quanto il legno ha una maggiore resistenza a flessione e una maggiore elasticità ( al cessare della forza deformante, riassume la forma iniziale) che lo rendono maggiormente in grado di resistere ai movimenti di un sisma, rispetto al cemento che è destinato a collassare.

7. I TETTI IN LEGNO SONO ECOSOSTENIBILI - il legno è infatti per eccellenza il materiale più ecosostenibile, ovvero capace di ridurre ai minimi termini il suo impatto ambientale nel suo intero ciclo di vita. Un materiale è tanto più sostenibile quanto minore è il dispendio di energia necessaria per l'estrazione della materia prima, per i processi di lavorazione, imballaggio, trasporto e distribuzione, applicazione, riutilizzo o riciclo, dismissione o smaltimento.

8. I TETTI IN LEGNO SONO "RIUTILIZZABILI". Nella nostra esperienza abbiamo visto come durante il rifacimento di vecchi tetti realizzati con travi in legno massiccio, i proprietari hanno potuto riutilizzare le vecchie travi, fosse anche solo come legna da ardere. Pensare ad una struttura di copertura così realizzata significa pensare ai nostri posteri e metterli nella condizione di non avere il problema dello smaltimento dei calcinacci.

9.I TETTI IN LEGNO SONO CONFORTEVOLI. Uno dei parametri nella valutazione del comfort abitativo è nella presenza di umidità e la temperatura. L'umidità deve essere costantemente smaltita e questo può avvenire solo attraverso il processo di traspirazione che una copertura in legno può offrire.

10. I TETTI IN LEGNO DANNNO VALORE ALL'IMMOBILE - Sono esteticamente migliori e più gradevoli alla vista oltre al fatto non trascurabile, che i tetti il legno accrescono il valore dell'immobile
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10 MOTIVI A FAVORE DI UNA CASA IN LEGNO

1. BIOCOMPATIBILE - Il legno possiede proprietà traspiranti e igroscopiche ponendo costantemente in condizione di equilibrio termo-igrometriche gli ambient esterni e interni in cui si triova. Gli isolanti utilizzati sono esclusivamente naturali: fibra di legno, lana minerale, sughero, canapa, cellulosa, kenaf e lana mentre i trattamenti superficiali sono a base di oli vegetali. In una casa di legno nessuna sostanza tossica per l'uomo o per l'ambiente è presente.

2. RISPETTOSO DELL'AMBIENTE - Infatti il legno non si fabbrica ma cresce da sé grazie all'energia solare assorbendo anidride carbonica e rilasciando ossigeno nell'atmosfera. Il legno non si esaurisce perché ricresce spontaneamente: è stato calcolato che in un'ora, nei soli boschi del Trentino, crescono naturalmente circa 60 metri cubi di legno, quantità necessaria a costruire una casa unifamiliare.

3. CONFORTEVOLE - Naturalmente caldo d'inverno e fresco d'estate, costante nelle temperature giorno e notte. Nella casa in legno la necessità di ricorrere agli impianti per la termoregolazione è minima, il confort è naturale, perciò più sano e piacevole.
Grazie al potere fonoassorbente, che raggiunge i 58 dB già da 11 centimetri di spessore, le pareti perimetrali e interne in legno sono in grado di attutire sia i rumori provenienti dall'esterno, sia quelli tra una stanza e l'altra, isolando acusticamente l'edificio.

4. ECOSOSTENIBILE - Per comprendere meglio questo concetto e per fare si che un materiale si definisca tale (che è diverso da ECOLOGICO e ECOCOMPATIBILE) bisogna analizzare i processi che sono necessari alla sua produzione e lavorazione. L'energia spesa e l'anidride carbonica prodotta per la lavorazione, il trasporto e la trasformazione del legno sono inferiori a quelle richieste da qualsiasi altro materiale edilizio. Per costruire una casa in legno è sufficiente metà dell'energia impiegata per una casa in cemento e in laterizio.
E' per questo che possiamo affermare che la casa in legno "Non incrementa il riscaldamento globale e non inquina".
E' riciclabile e biodegradabile.
Perfino il cantiere di una casa in legno produce meno rifiuti rispetto a un corrispettivo cantiere tradizionale. Ross Holz, attenta al rispetto ambientale, realizza i suoi progetti esclusivamente con legname non proviene da tagli illegali o irresponsabili.

5. DURA NEL TEMPO - Esattamente come già ampiamente descritto nella parte dei Tetti in legno, aggiungiamo qualche altro esempio sulla durabilità del legno: pensiamo a Venezia, città d'acqua che poggia su un sistema di pali sommersi. Se scelgo una casa in legno penso anche a chi ci abiterà dopo di me, ovvero i miei figli o le prossime generazioni.
Se decideranno di abbatterla per costruirne una nuova, non avranno il problema di smaltirne i rifiuti. Durare nel tempo per noi significa anche questo

6. CHIAVI IN MANO - Massima libertà di espressione progettuale, tempi di realizzazione contenuti e certi (4 mesi), controllo totale dei costi (perché già prestabiliti), lavorazione a "secco", e un unico interlocutore per tutto.

7. RISPARMIO ENERGIA - Una casa in legno realizzata in Classe Energetica A o A +, permette di abbattere i costi per il riscaldamento/raffreddamento di circa 10 volte. Se si giunge poi alla realizzazione di una cosiddetta "casa passiva" siamo nella condizione che la casa non incide affatto né sul bilancio energetico del pianeta, né su quello economico della famiglia.
Una scelta che accorda ragione e sentimento, risparmio e ambiente, presente e futuro. Se assolve a tutto questo, possiamo anche affermare che una casa in legno aumenta nel tempo il suo valore immobiliare.

8. RESPIRA - Tutti noi abbiamo certamente sentito almeno una volta nella nostra vita dire dai genitori. "Apri le finestre e fai cambiare aria alla stanza". Questa frase, ispirata dai più sani principi di igiene, in realtà nasconde un problema che è alla base delle costruzioni tradizionali finora realizzate, abitazioni che "non respirano" e che creano quindi ristagni gravissimi che nuociono alla salute di chi le vive. Una "aria cattiva" non è soltanto sgradevole ma può generare effetti devastanti per la salute.
L'"inquinamento indoor" è stato riconosciuto come causa di varie patologie conosciute come "Sick Building Syndrome" (sindrome da edificio malato), con sintomatologie quali sonnolenze, mal di testa, secchezza delle mucose, nausee. In alcuni casi si è giunti persino a forme molto gravi di asma e neoplasie.
L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha stimato che circa il 30% delle abitazioni nei paesi cosiddetti Industrializzati, hanno problemi legati appunto all'inquinamento interno. A ciò vanno aggiunte le emissioni nocive che ci giungono da arredi, materiali edili vernici e quant'altro. Così come la pelle umana anche la casa ha bisogno di respirare e possibilmente una aria sana. Il legno, ovvia a questo tipo di problema in maniera indiscutibile.

9. ANTISISMICA - La flessibilità, leggerezza e duttilità del legno aggiunta all'elasticità delle connessioni metalliche, rendono il sistema casa altamente resistente a trazione e compressione (a differenza del laterizio o del cemento), resistendo uindi più facilmente alle sollecitazioni sismiche.
La casa in legno permette inoltre un migliore ripristino dopo il sisma, con interventi spesso limitati al controllo della ferramenta, cosa molto più difficile e complicata sia nel valutare che nel riparare i danni subiti da strutture portanti in cemento e acciaio.

10. ANTINCENDIO - Una casa in legno è sicura in caso di incendio. Può sembrare incredibile, ma una casa in legno è più sicura anche in caso di incendio in quanto il legno, durante la combustione, brucia più lentamente di altri materiali e non collassa improvvisamente come ad esempio l'acciaio. Questo rende la casa in legno assolutamente sicura in caso di incendio, soprattutto nelle operazioni di evacuazione.
Le polizze assicurative, infatti, non penalizzano per nulla questa tipologia di fabbricati.
Il legno è inoltre più facilmente riparabile dopo l'evento incendio con la completa messa in sicurezza della struttura danneggiata.
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TETTI IN LEGNO VENTILATI

La costruzione di un tetto in legno è una scelta che va affidata a personale esperto e competente tale da consigliare e indirizzare il cliente verso la scelta migliore sia sotto il punto di vista prestazionale che economico.
I tettI in legno ventilati o per meglio dire "tetti sottoventilato" sono sicuramente quelli che presentano caratteristiche di migliore qualità abitativa e di regolazione termica sia nelle stagioni calde che in quelle fredde. Ciò porta ad un notevole risparmio energetico. I tetti in legno ventilati, prendono il suo nome dal fatto che sono realizzati con degli accorgimenti tecnico-costruttivi e scelta di materiali ad alto valore tecnologico, tali da creare un sistema tetto che consente all'aria di circolare all'interno di una intercapedine compresa tra i 2 tavolati di copertura generalmente realizzati con pannelli tecnici in OSB (Oriented Strand Board = Pannello a Scaglie Orientate) sugli strati esterni, longitudinalmente rispetto alla lunghezza del pannello, mentre negli strati intermedi ripartite trasversalmente.

La Ross Holz preferisce l'uso di pannelli OSB/3 perché rispondono strutturalmente e qualitativamente alla normativa di classificazione per impieghi strutturali in ambienti umidi ed una maglia di listelli; grazie ad un moto convettivo dell'aria ed incanalamento del vento, otteniamo la ventilazione.

Il dimensionamento dei canali di ventilazione che corrono lungo la falda, è estremamente importante in quanto così si determina l'efficienza della sistema tetti in legno ventilati e dei suoi conseguenti effetti benefici. Si stima che su una falda di lunghezza media 7 mt e pendenza 30-35% la sezione di flusso deve essere almeno di 0,05 mq (500 cmq netti) per ogni metro di larghezza di falda. Se consideriamo che i tetti in legno ventilati ben costruiti riescono ad ottenere un abbattimento calorico di oltre il 40% e che in assenza di ventilazione, oltre il 65% del calore viene dal tetto, riteniamo che sia ragionevole pensare di far comprendere quanto sia importante essere più generosi nelle realizzazioni di intercapedini atte alla ventilazione del tetto. La microventilazione sotto tegola ( per ottenerla è sufficiente che le tegole siano montate su listelli di supporto ma avendo cura di utilizzare sempre guarnizioni adatte per chiodi al fine di preservare la tenuta del manto dalle infiltrazioni di acqua.) mantiene una temperatura costante del manto di copertura e svolge un'azione di supporto alla ventilazione.
Il flusso di ventilazione ha un andamento che va dalla linea di gronda e sfocia all'altezza del colmo; è indispensabile quindi che entrambi siano liberi da ostacoli che possano impedirne la circolazione. Una lamiera microforata permette l'esclusivo passaggio dell'aria evitando a insetti e uccelli di annidarsi nell'intercapedine. Rispetto al dimensionamento della parte di colmo dei tetti in legno ventilati, è bene tenere presente che questo rappresenta la via di fuga dell'aria ventilata e che quindi, se sottodimensionato, andrebbe a compromettere la buona funzionalità del sistema tetti in legno ventilati.

L'applicazione corretta di questi "accorgimenti" fa si che l'ambiente sottotetto sia ugualmente vivibile e fruibile sia in inverno in quanto, venendo meno i moti convettivi dovuti all'irraggiamento solare, si crea una zona dove l'aria è "ferma" e quindi esprime al meglio le sue caratteristiche di coibentante termico ed evita la dispersione del calore prodotto all'interno dell'abitazione che in estate momento in cui con la ventilazione, si impedisce che il calore si trasmetta agli ambienti sottostanti mantenendo così una temperatura apprezzabile senza dover necessariamente ricorrere (come invece accade attualmente nella maggior parte dei casi) ad un condizionatore con un enorme dispendio energetico.

Ma la sola intercapedine non sarebbe sufficiente se in questo punto non fosse risolto anche il problema della traspirabilità e impermeabilità (ormai regolamentati per legge nella normativa UNI 9460/2008). I due concetti, apparentemente in contraddizione l'uno con l'altro, devono però convivere in un tetto in legno ventilato. Ricordiamo che gli unici elementi che possono influenzare negativamente la tenuta e la durata nel tempo del legno sono l'acqua e quindi l'umidità, e la assenza di traspirazione. Il legno in quanto materiale vivo ha bisogno di respirare. Per ottenere ciò è necessario l'utilizzo di un materiale, generalmente chiamato "freno al vapore" una combinazione di membrana traspirante e impermeabile tra due tessuti non tessuti conforme alle Direttive Europee En 13859-1 e 2,EN 13984, molto robusta ma anche più leggera rispetto ai prodotti bituminosi, e costituisce una protezione ottimale contro la neve, la polvere e la pioggia.

Impermeabile all'acqua ma permeabile al vapore permette una perfetta asciugatura del tavolato in legno. Le molecole dell'acqua infatti sono più grandi di quelle del vapore e quindi non passano dall'esterno del tetto verso l'interno della casa mentre quelle del vapore, passano dall'interno della casa verso l'esterno. In questo modo si risolvono i problemi di traspirabilità grazie ad un'azione di trasporto del vapore acqueo che ne consente una rapida eliminazione. Assenza di elevato grado di umidità in casa, significa alto livello di benessere climatico. La parte sottostante al sistema ventilazione è formata da uno strato in cui vengono collocati i materiali isolanti, l'assito in legno e la struttura a travi e travetti.
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Tetto ventilato in legno

Struttura tetto ventilato in legno

Struttura interna tetto ventilato in legno

TETTI IN LEGNO ISOLATI

Un buon tetto si caratterizza per un insieme di requisiti indispensabili che agiscono in maniera sinergica e garantiscono il massimo comfort e il maggior risparmio energetico in ogni stagione. Si possono distinguere fra quelli meccanici, riguardanti la tipologia della struttura e tecnologici.

REQUISITI MECCANICI: la resistenza.
La struttura portante di ogni tetto si può ricondurre a due tipologie principali: piano continuo di un solaio in laterocemento o piano discontinuo di un solaio in legno. In entrambi i casi deve sopportare carichi permanenti (strutturali) e sovraccarichi accidentali, riconducibili principalmente all'azione di agenti atmosferici, come la neve o il vento. È bene ricordare a proposito del carico neve che:

  • per pendenze che vanno dai 20° ai 60°, in cui la neve si accumula in strati che possono scivolare verso il basso, la normativa prevede la necessità di distribuire sulla copertura elementi fermaneve, disposti per file parallele alla linea di gronda in quantità proporzionale alla criticità della situazione;

  • per quanto concerne il vento, la sua forza agisce in maniera distribuita o localizzata, sotto forma di turbolenze e vortici: in questo caso esercita una pressione soprattutto sulle linee di bordo, di gronda, di colmo, che vanno accuratamente ancorate.

REQUISITI TECNOLOGICI: condizioni igrometriche e scambi termici in inverno e in estate.
Per ottenere ciò è necessario intervenire con accorgimenti che puntano ad ottenere un buon livello di isolamento termico che si determina quantificando le dispersioni termiche in periodo invernale; durante il periodo invernale, un buon tetto deve limitare le dispersioni termiche e accumulare il calore fornito dall'irraggiamento solare, in modo da poterlo rilasciare lentamente negli ambienti interni durante la notte. In alcuni casi, si può aumentare l'isolamento quando siamo in presenza di sottotetto non abitato, mediante aperture contrapposte ubicate nelle chiusure verticali; in questo caso lo strato termo-isolante andrà posto all'estradosso dell'ultimo solaio interpiano. La ventilazione che si viene a creare agisce come controllo della condensa interstiziale.
La condensa interstiziale si forma di solito in inverno negli strati esterni di chiusura, quando il vapore interno, migrando verso l'esterno, incontra materiali ad elevata impermeabilità. Questo si verifica quando questi strati si trovano sopra lo strato termo-isolante. Nelle immagini a fianco sono riportate alcune tipologie di soluzioni per ottenere dei sistemi isolati.
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Struttura tetto isolato in legno

Struttura tetto isolato in legno

TETTI IN LEGNO VERDE

Il tetto verde anche detto Tetto Pensile è di norma un tetto non ventilato o più semplicemente un tetto isolato sulla cui superficie, piana o inclinata, si vanno a posizionare i vari strati necessari a seconda che si voglia realizzare un tetto a verde intensivo o un tetto a verde estensivo.
Nel tetto a verde estensivo si applica sulla copertura del tetto, una specie di prato molto resistente alla siccità. Il tipo di vegetazione impiegata è costituita da piante erbacee che richiedono scarsa manutenzione, veloce radicamento e capacità di rigenerazione e un approvvigionamento idrico che possa avvenire il più possibile attraverso processi naturali, quindi senza impianti di irrigazione. Lo strato totale del substrato non supera i 15 cm di spessore ed un peso trai 90 e i 150 kg/mq.
Il tetto così realizzato non è calpestabile, se non per ordinaria manutenzione.
La struttura sottostante dovrà essere dimensionata in modo da sopportare questo peso (che è già calcolato al massimo della ritenzione idrica) oltre a quello dei sovraccarichi accidentali generati da neve. Gli strati che lo compongono sono:

  • una membrana di tenuta stagna in bitume o gomma
  • uno strato di drenaggio e di filtraggio in granulato di argilla espansa, sassi, ghiaia.
  • un substrato di crescita: muschio, terriccio
  • uno strato vegetale: muschi, graminacee, piante grasse.

I vantaggi

  • Ridotte escursioni termiche
  • Maggior durata della copertura
  • Maggiore isolamento acustico
  • Elevata ritenzione idrica
  • Risparmio energetico

I tetti in legno a verde intensivo sono consigliati per tetti che hanno una inclinazione molto ridotta o addirittura piani.
La caratteristica infatti di un verde intensivo è quello di poter inserire vari tipi di piante, anche a maggiore manutenzione e con un sistema di irrigazione, in quanto la copertura nella maggior parte dei casi, è calpestabile.
Esistono tipi di verde intensivo che per caratteristiche e tipologia di vegetazione, possono essere posizionati anche su tetti con portate statiche molto ridotte in quanto possono essere impiantati su strati molto contenuti, nell'ordine dei 20-25 cm con un peso dai 200 ai 250 kg/mq.
Nei casi di maggior portata, si può arrivare ad avere un vero e proprio giardino, o come in alcuni casi, un orto.
Oltre ad essere un elemento decorativo, il tetto in verde estensivo, permette l'utilizzo di spazi che normalmente vengono destinati a mera copertura.
Il tetto può dunque diventare una estensione della casa.
Il substrato di vegetazione, può essere ottenuto anche con scarti di laterizi riciclati, andando quindi a contribuire alla soluzione di un problema di smaltimento di un rifiuto dell'edilizia tradizionale.
I vantaggi sono più o meno assimilabili a quelli del tetto in verde intensivo, con il valore aggiunto però della calpestabilità e della fruibilità.

  • Ridotte escursioni termiche
  • Maggior durata della copertura
  • Maggiore isolamento acustico
  • Elevata ritenzione idrica
  • Risparmio energetico

Ovviamente per questi tetti è necessaria una continua e costante manutenzione, molto simile appunto, a quella di un giardino tradizionale.
Sia in un caso che nell'altro, la Ross Holz si avvale della consulenza tecnica di giardinieri esperti per poter offrire in ogni caso un servizio "chiavi in mano".
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Struttura interna tetto in legno verde

CASA IN LEGNO A TELAIO

La casa in legno a telaio è definita anche Platform Frame eresta ancora dopo tanti anni, il sistema costruttivo più usato per l'edilizia Canadese e Statunitense. Questo sistema costruttivo è molto utilizzato nei paesi a grande rischio sismico, quali California o Giappone permette di costruire edifici anche a più piani.
Il solaio viene assemblato indipendentemente creando quindi una piattaforma di appoggio per i tramezzi. Sono presenti nella struttura, correnti superiori e inferiori ( di norma un travetto 16x12 che oltre a fornire supporto per il fissaggio dei rivestimenti esterni e interni, svolge funzione di "tagliola" al passaggio del fuoco. Il rivestimento strutturale è applicato alla parete prima del montaggio, in modo da evitare ponteggi, quindi viene sollevata e posizionata.
Il rivestimento esterno può essere realizzato con tavole di legno, scandole, intonaco.
Le costruzioni a struttura in legno sono completamente realizzate in cantiere.
In alcuni casi è possibile preassemblare in stabilimento le pareti anche se con struttura a telaio, in modo da rendere più agevole e veloce la realizzazione ed il montaggio

Scheda tecnica Casa a Telaio Ross Holz
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Casa in legno a telaio

CASA IN LEGNO A PARETE PIENA

Scheda tecnica Casa a Parete Piena Ross Holz
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GLI ISOLANTI

L'isolante ideale in edilizia è un materiale che sia in grado di difenderci da caldo, freddo e rumore, e che sia contemporaneamente impermeabile, traspirante, ecologico, atossico, riciclabile e non ultimo che costi poco.

Su questo tema la ricerca dell'uomo è continua e inarrestabile e spesso produce anche risultati notevoli, come ad esempio, l'Aerogel (anche detto Arogel). È il risultato di una ricerca sulle nanotecnologie o meglio sullo studio delle nanostrutture, nata da una intuizione di Steven Kistler già nel 1937, che tentò di "asciugare" un gel per ottenerne una struttura solida. Inizialmente realizzabile con costi proibitivi, tanto da consentirne l'applicazione solo in campo aerospaziale, oggi, comincia ad essere pensabile la commercializzazione su ampia scala.

Gli ultimi risultati applicativi sono in un materassino termoisolante e flessibile, con uno spessore molto ridotto (parliamo dell'ordine di qualche mm) e che è in grado di proteggere termicamente da – 200° a + 650°, oltre ad essere idrofobico e traspirante.
Link di approfondimento: http://www.aerogel.com/video.html
Video su YouTube http://www.youtube.com/watch?v=kHnen2nSmDY e http://www.youtube.com/watch?v=G2TbHTU-QNs&NR=1

Meno aerospaziali e più terreni, più "alla portata" e più facilmente reperibili, esistono materiali che hanno un loro specifico campo di applicazione. La scelta di uno piuttosto che un altro è il più delle volte dipendente dall'uso a cui sono destinati, dal tipo di costruzione o dalle scelte del committente o progettisti. Cercheremo di fare un elenco e per ciascun materiale cercheremo di fornire indicazioni relative a produzione, applicazione, caratteristiche e proprietà oltre a considerazioni sull'aspetto sanitario e ecologico.
Su questo ultimo, possiamo dire che spesso si cerca di mettere in relazione i materiali con il loro cosiddetto "bilancio ecologico" ovvero il rapporto che esiste tra il beneficio offerto dalla scelta del singolo materiale isolante ed il suo "costo ecologico" ovvero il dispendio di energie che sono state necessarie alla sua produzione, all'estrazione delle materie prime che lo compongono, gli effetti sulla salute provocati da gas o fibre che si sprigionano dallo stesso, la sua reperibilità in natura, i trasporti e i montaggi.

Inoltre vanno considerate le emissioni di CO2 e i processi di acidificazione (SO2). Per usare un termine proprio che le racchiude tutte, cerchiamo di capire anche quanto questo è sostenibile, che nella sua definizione si intende capace di ridurre ai minimi termini il suo impatto ambientale nel suo intero ciclo di vita. Un materiale è tanto più sostenibile quanto minore è il dispendio di energia necessaria per l'estrazione della materia prima, per i processi di lavorazione, imballaggio, trasporto, distribuzione, applicazione, riutilizzo o riciclo, dismissione o smaltimento. Nella scelta del materiale isolante, ci premuriamo di fornire alcuni consigli nati dall'esperienza e che possono essere d'aiuto nella scelta del materiale più idoneo.

  • Valutare l'ecobilancio basandosi su dati certi e già sperimentati
  • Preferire i cicli chiusi, ovvero recupero degli scarti di lavorazione, riciclabilità
  • Per quanto possibile derivanti da materie prime rinnovabili
  • Con reperibilità zonale o geografica a km 0
  • Non pensare ad un materiale per tutto ma ognuno per la propria funzione specifica

Se parliamo di Isolanti Termici vuole dire, come abbiamo accennato all'inizio, che ci devono eliminare o meglio ridurre ai minimi termini, i flussi di calore che si traducono in dispersioni di calore dall'interno verso l'esterno, soprattutto nelle stagioni fredde e viceversa nelle stagioni calde. Gli elementi per determinare le caratteristiche termo fisiche del materiale sono innanzitutto la Densità, la Conduttività Termica, la Resistenza Termica e la Trasmittanza Termica.

  • LA CONDUCIBILITÀ TERMICA (W/mK) Indica la quantità di calore espressa in Watt, che si riesce a trasmettere attraverso uno strato di materiale con una superficie di 1m² per uno spessore di 1m, quando il divario di temperatura in direzione del flusso del calore è di 1 K (Kelvin). Più basso è il valore di conducibilità termica migliore è la prestazione isolante del materiale.

  • LA RESISTENZA TERMICA (K/W) rappresenta la capacità del materiale di opporsi al passaggio di calore. È il valore con cui si quantifica la coibentazione termica. Più è alta la resistenza termica migliore è la coibentazione. Tale valore è pari all'inverso della Trasmittanza.

  • LA TRASMITTANZA TERMICA misura la quantità di calore che nell'unità di tempo attraversa un elemento strutturale della superficie di 1m² in presenza di una differenza di temperatura di 1 grado tra l'interno e l'esterno. Più è basso il valore maggiore è l'isolamento.

La CAPACITÀ di ACCUMULO DEL CALORE nei materiali isolanti è un altro elemento importante da prendere in considerazione. Ciò significa che il materiale è in grado di mantenerlo e di ricederlo e diffonderlo in maniera differita. Ciò consente di attenuare le oscillazioni di temperatura all'interno dell'ambiente e quindi di ridurre i carichi termici. Questa capacità si esprime attraverso altri tre valori:

  • LA DENSITÀ detta anche Massa Volumica si esprime in kg/m³ ed è il peso in una unità di volume di un materiale. Con le alte temperature sono preferibili alti valori di massa volumica a parità di spessore e conducibilità termica. Aumentando la densità diminuisce la diffusività tanto che al tatto risultano più freddi. L'obiettivo primario della ricerca in questo settore è ottenere la massima densità nel minimo spessore.

  • IL CALORE SPECIFICO (J/kgK) è la quantità di calore necessaria per far variare di 1°C la temperatura di 1kg del materiale considerato. Indica l'attitudine di un materiale ad accumulare calore. D'estate sono preferibili alti valori di calore specifico a parità di spessore e conducibilità termica. Aumentando il calore specifico diminuisce la diffusività.

  • LA DIFFUSIVITÀ (m²/s) è la capacità di un materiale di diffondere il caldo e il freddo. Con alta diffusività si ha una elevata distribuzione del calore, mentre una bassa diffusività significa che il calore all'interno del materiale si estingue rapidamente.

Ma come abbiamo detto in precedenza, queste caratteristiche sono necessarie ma non sufficienti a garantire un sistema che dia quel confort abitativo che viene richiesto. Infatti abbiamo parlato di una componente che è estremamente importante ed è l'umidità. Bisogna anche valutare quindi quello che è definito il Comportamento Termo Igrometrico del materiale ovvero la capacità di lasciarsi attraversare o meno dal vapore. Tale comportamento viene valutato mediante una grandezza:

  • LA PERMEABILIÀ AL VAPORE è un indice (µ) che evidenzia appunto la resistenza alla diffusione del vapore. Con valori < 10 abbiamo un materiale ad alta permeabilità al vapore, mentre con valori > a 500 la permeabilità è bassa. La permeabilità al vapore è una proprietà particolarmente influente sulla presenza di umidità negli ambienti confinati e questo ha notevoli ricadute sulla qualità dell'aria, che è uno dei fattori che determinano il grado di benessere abitativo. Una "aria cattiva" non è soltanto sgradevole ma può generare effetti devastanti per la salute.

L'"inquinamento indoor" è stato riconosciuto come causa di varie patologie conosciute come "Sick Building Syndrome" (sindrome da edificio malato), con sintomatologie quali sonnolenze, mal di testa, secchezza delle mucose, nausee. In alcuni casi si è giunti persino a forme molto gravi di asma e neoplasie. L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha stimato che circa il 30% delle abitazioni nei paesi cosiddetti Industrializzati, hanno problemi legati appunto all'inquinamento interno. A ciò vanno aggiunte le emissioni nocive emesse da arredi, materiali edili, vernici e quantaltro. Come si evince da questa breve analisi, è necessario fare delle accurate valutazioni nella scelta dei materiali che andiamo a mettere nella nostre case e per fare questo è spesso necessario rivolgersi a persone competenti.

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