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Tetti in legno - Info tecniche
INDICE
TETTI IN LEGNO O CEMENTO?
10 MOTIVI A FAVORE DEI TETTI IN LEGNO
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1.
I TETTI IN LEGNO SONO LEGGERI - Vi piacerebbe girare con
un pesante elmetto di ferro in testa quando per proteggervi
dal sole basterebbe un cappello di paglia?? Tetti in legno
ben costruiti e ben realizzati pesano molto meno di un
tetto in cemento: il rapporto è di circa 1 a 4; 116
kg/mq del primo contro i 391 kg/mq del cemento. Nella costruzione
di un tetto in calcestruzzo si deve consolidare la struttura
della casa per reggere il peso del cemento, e si devono costruire
tutte le dovute armature di carpenteria per creare
la gettata. Il legno non necessita di strutture portanti maggiorate
e di nessun tipo d'armatura per poterlo posare. I tetti
in legno grazie a questa loro leggerezza trovano una sua
applicazione ideale nelle ristrutturazioni di edifici storici,
necessitando di rinforzi strutturali meno invasivi e conseguentemente
meno costosi.
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2.
I TETTI IN LEGNO SONO DUREVOLI NEL TEMPO - Perché
il legno ha superato il test più importante; quello
della durabilità nel tempo: Si pensi soltanto a
quante costruzioni in legno sono ancora sotto i nostri occhi
e alcune delle quali hanno più di 1000 anni come ad
esempio i Templi giapponesi e nella fattispecie il Tempio
di Todaiji (Gran Tempio Orientale) considerato il Capo
dei Templi Giapponesi; costruito nel 752 definito anche
il più grande edificio in legno del mondo, anche
se quello attuale fu distrutto da un incendio (ma non dal
tempo) e ricostruito nel 1692; oppure le Starvkirke,
le chiese Norvegesi interamente costruite in legno intorno
alla fine del primo millennio, sono un altra prova della resistenza
al tempo delle costruzioni in legno. Ma anche senza andare
così lontano, basti pensare ai nostri Masi,
anch'essi costruiti nel primo Medioevo e ancora presenti nelle
nostre regioni alpine. Altrettanta certezza di durabilità
nel tempo non si può affermare con altri materiali,
anche più recenti quali il calcestruzzo. All'inizio
infatti si è pensato che il calcestruzzo armato
fosse eterno; purtroppo ciò è evidentemente
falso, perché entrambi i materiali che lo costituiscono
sono soggetti a problemi che ne compromettono la resistenza
nel tempo. Quando è in presenza di zone costiere, se
non adeguatamente protetto, può essere attaccato da
sali presenti nell'acqua di mare e nell'aria, dagli acidi
presenti nei fumi industriali, e soprattutto è soggetto
al fenomeno della carbonatazione. Risente inoltre delle
variazioni di temperatura, ed in particolare è vulnerabile
al gelo. La struttura metallica al suo interno se non
ben protetta dallo strato di calcestruzzo è soggetta
ad ossidazione, cioè tende ad arrugginirsi. L'ossidazione
oltre a compromettere del tutto la resistenza a flessione
dell'acciaio (che tende quindi a rompersi molto più
facilmente) ne fa aumentare il volume che, con la sua azione
dall'interno, potrebbe far sbriciolare il calcestruzzo che
lo ricopre.
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3.
I TETTI IN LEGNO SONO A COSTRUZIONE PIU' RAPIDA - Per
realizzare tetti in legno di 250 mq, ci vogliono circa 7 gg
lavorativi contro i 42 gg del calcestruzzo (calcolando l'asciugatura
e indurimento); un rapporto di quasi 1 a 6
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4.
I TETTI IN LEGNO SONO A RSPARMIO ENERGETICO - Per il mantenimento
di una temperatura ideale, è necessario predisporre
un buon isolamento termico,
che con una scelta oculata nei materiali, con i tetti in legno
si può ottenere. La somma dei due componenti dà
come risultato un notevole risparmio energetico sia nel
riscaldamento che nel raffreddamento dell'ambiente. Studi
ed esperimenti hanno dimostrato che con una struttura realizzata
in legno si può ottenere un risparmio energetico
del 40-50 % rispetto alla stessa costruzione in cemento
o acciaio: infatti una parete di legno spessa 10 cm, isola
quanto una parete di calcestruzzo dello spessore di 80 cm.
Nel caso dei tetti
in legno ventilati assistiamo alla massima espressione
tecnologica di questi concetti.
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5.
I TETTI IN LEGNO SONO RESISTENTI AL FUOCO - Oltre alle
eccellenti proprietà termoisolanti e igroscopiche,
i tetti in legno associano un'ottima resistenza al fuoco
ed una maggiore prevedibilità e resistenza al crollo
in caso di incendio. L'autocombustione del legno avviene a
300 gradi centigradi, mentre la deformazione dell'acciaio
e il rischio di crolli di una struttura in cemento armato
avviene a 200 gradi centigradi. All'infiammabilità
si può dare un freno utilizzando sezioni maggiori di
quelle necessarie ai soli fini statici, permettendo in caso
d'incendio la carbonizzazione dello strato superficiale che
forma una protezione capace di preservare a lungo, la sezione
resistente dal calore. E' possibile inoltre trattare superficialmente
il legno con sali di boro, mentre sono da evitare tutti quei
trattamenti sintetici che, una volta avviato l'incendio sprigionano
gas tossici.
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6.
I TETTI IN LEGNO SONO ANTISISMICI - In prossimità
di aree geografiche ad elevato rischio sismico ( praticamente
su tutto il nostro territorio!!), i tetti in legno presentano
una maggiore garanzia di sicurezza in quanto il legno ha una
maggiore resistenza a flessione e una maggiore elasticità
( al cessare della forza deformante, riassume la forma iniziale)
che lo rendono maggiormente in grado di resistere ai movimenti
di un sisma, rispetto al cemento che è destinato a
collassare.
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7.
I TETTI IN LEGNO SONO ECOSOSTENIBILI - il legno è
infatti per eccellenza il materiale più ecosostenibile,
ovvero capace di ridurre ai minimi termini il suo impatto
ambientale nel suo intero ciclo di vita. Un materiale
è tanto più sostenibile quanto minore è
il dispendio di energia necessaria per l'estrazione della
materia prima, per i processi di lavorazione, imballaggio,
trasporto e distribuzione, applicazione, riutilizzo o riciclo,
dismissione o smaltimento.
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8.
I TETTI IN LEGNO SONO "RIUTILIZZABILI". Nella
nostra esperienza abbiamo visto come durante il rifacimento
di vecchi tetti realizzati con travi in legno massiccio, i
proprietari hanno potuto riutilizzare le vecchie travi,
fosse anche solo come legna da ardere. Pensare ad una
struttura di copertura così realizzata significa pensare
ai nostri posteri e metterli nella condizione di non avere
il problema dello smaltimento dei calcinacci.
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9.I
TETTI IN LEGNO SONO CONFORTEVOLI. Uno dei parametri nella
valutazione del comfort abitativo è nella presenza
di umidità e la temperatura. L'umidità deve
essere costantemente smaltita e questo può avvenire
solo attraverso il processo di traspirazione che una
copertura in legno può offrire.
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10.
I TETTI IN LEGNO DANNNO VALORE ALL'IMMOBILE - Sono esteticamente
migliori e più gradevoli alla vista oltre al fatto non
trascurabile, che i tetti il legno accrescono il valore dell'immobile
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10 MOTIVI A FAVORE DI UNA
CASA IN LEGNO
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1. BIOCOMPATIBILE - Il legno possiede proprietà
traspiranti e igroscopiche ponendo costantemente in condizione
di equilibrio termo-igrometriche gli ambient esterni e
interni in cui si triova. Gli isolanti utilizzati sono
esclusivamente naturali: fibra di legno, lana minerale,
sughero, canapa, cellulosa, kenaf e lana mentre i trattamenti
superficiali sono a base di oli vegetali. In una casa di legno
nessuna sostanza tossica per l'uomo o per l'ambiente è
presente.
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2. RISPETTOSO DELL'AMBIENTE - Infatti il legno
non si fabbrica ma cresce da sé grazie all'energia
solare assorbendo anidride carbonica e rilasciando ossigeno
nell'atmosfera. Il legno non si esaurisce perché
ricresce spontaneamente: è stato calcolato che in un'ora,
nei soli boschi del Trentino, crescono naturalmente circa
60 metri cubi di legno, quantità necessaria a costruire
una casa unifamiliare.
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3.
CONFORTEVOLE - Naturalmente caldo d'inverno e fresco
d'estate, costante nelle temperature giorno e notte. Nella
casa in legno la necessità di ricorrere agli impianti
per la termoregolazione è minima, il confort è
naturale, perciò più sano e piacevole.
Grazie al potere fonoassorbente, che raggiunge i 58
dB già da 11 centimetri di spessore, le pareti perimetrali
e interne in legno sono in grado di attutire sia i rumori
provenienti dall'esterno, sia quelli tra una stanza e l'altra,
isolando acusticamente l'edificio.
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4.
ECOSOSTENIBILE - Per comprendere meglio questo concetto
e per fare si che un materiale si definisca tale (che è diverso
da ECOLOGICO e ECOCOMPATIBILE) bisogna analizzare i processi
che sono necessari alla sua produzione e lavorazione. L'energia
spesa e l'anidride carbonica prodotta per la lavorazione,
il trasporto e la trasformazione del legno sono inferiori
a quelle richieste da qualsiasi altro materiale edilizio.
Per costruire una casa in legno è sufficiente metà dell'energia
impiegata per una casa in cemento e in laterizio.
E' per questo che possiamo affermare che la casa in legno
"Non incrementa il riscaldamento globale e non inquina".
E' riciclabile e biodegradabile.
Perfino il cantiere di una casa in legno produce meno rifiuti
rispetto a un corrispettivo cantiere tradizionale. Ross Holz,
attenta al rispetto ambientale, realizza i suoi progetti esclusivamente
con legname non proviene da tagli illegali o irresponsabili.
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5.
DURA NEL TEMPO - Esattamente come già ampiamente descritto
nella parte dei Tetti in legno, aggiungiamo qualche altro
esempio sulla durabilità del legno: pensiamo a Venezia, città
d'acqua che poggia su un sistema di pali sommersi. Se scelgo
una casa in legno penso anche a chi ci abiterà dopo di me,
ovvero i miei figli o le prossime generazioni.
Se decideranno di abbatterla per costruirne una nuova, non
avranno il problema di smaltirne i rifiuti. Durare nel tempo
per noi significa anche questo
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6.
CHIAVI IN MANO - Massima libertà di espressione progettuale,
tempi di realizzazione contenuti e certi (4 mesi),
controllo totale dei costi (perché già prestabiliti),
lavorazione a "secco", e un unico interlocutore
per tutto.
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7.
RISPARMIO ENERGIA - Una casa in legno realizzata in Classe
Energetica A o A +, permette di abbattere i costi per il
riscaldamento/raffreddamento di circa 10 volte. Se si
giunge poi alla realizzazione di una cosiddetta "casa
passiva" siamo nella condizione che la casa non
incide affatto né sul bilancio energetico del pianeta, né
su quello economico della famiglia.
Una scelta che accorda ragione e sentimento, risparmio e ambiente,
presente e futuro. Se assolve a tutto questo, possiamo anche
affermare che una casa in legno aumenta nel tempo il suo valore
immobiliare.
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8. RESPIRA - Tutti noi abbiamo certamente sentito
almeno una volta nella nostra vita dire dai genitori. "Apri
le finestre e fai cambiare aria alla stanza". Questa
frase, ispirata dai più sani principi di igiene, in realtà
nasconde un problema che è alla base delle costruzioni tradizionali
finora realizzate, abitazioni che "non respirano"
e che creano quindi ristagni gravissimi che nuociono alla
salute di chi le vive. Una "aria cattiva" non è
soltanto sgradevole ma può generare effetti devastanti per
la salute.
L'"inquinamento indoor" è stato riconosciuto come
causa di varie patologie conosciute come "Sick Building
Syndrome" (sindrome da edificio malato), con sintomatologie
quali sonnolenze, mal di testa, secchezza delle mucose, nausee.
In alcuni casi si è giunti persino a forme molto gravi di
asma e neoplasie.
L'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha stimato
che circa il 30% delle abitazioni nei paesi cosiddetti Industrializzati,
hanno problemi legati appunto all'inquinamento interno.
A ciò vanno aggiunte le emissioni nocive che ci giungono da
arredi, materiali edili vernici e quant'altro. Così come la
pelle umana anche la casa ha bisogno di respirare e possibilmente
una aria sana. Il legno, ovvia a questo tipo di problema in
maniera indiscutibile.
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9.
ANTISISMICA - La flessibilità, leggerezza e duttilità
del legno aggiunta all'elasticità delle connessioni metalliche,
rendono il sistema casa altamente resistente a trazione
e compressione (a differenza del laterizio o del cemento),
resistendo uindi più facilmente alle sollecitazioni sismiche.
La casa in legno permette inoltre un migliore ripristino
dopo il sisma, con interventi spesso limitati al controllo
della ferramenta, cosa molto più difficile e complicata sia
nel valutare che nel riparare i danni subiti da strutture
portanti in cemento e acciaio.
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10.
ANTINCENDIO - Una casa in legno è sicura in caso di
incendio. Può sembrare incredibile, ma una casa in legno
è più sicura anche in caso di incendio in quanto il legno,
durante la combustione, brucia più lentamente di altri materiali
e non collassa improvvisamente come ad esempio l'acciaio.
Questo rende la casa in legno assolutamente sicura in caso
di incendio, soprattutto nelle operazioni di evacuazione.
Le polizze assicurative, infatti, non penalizzano per nulla
questa tipologia di fabbricati.
Il legno è inoltre più facilmente riparabile dopo l'evento
incendio con la completa messa in sicurezza della struttura
danneggiata.
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TETTI IN LEGNO VENTILATI
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La costruzione di un tetto in legno è una scelta
che va affidata a personale esperto e competente tale da consigliare
e indirizzare il cliente verso la scelta migliore sia sotto
il punto di vista prestazionale che economico.
I tettI in legno ventilati
o per meglio dire "tetti sottoventilato"
sono sicuramente quelli che presentano caratteristiche di
migliore qualità abitativa e di regolazione
termica sia nelle stagioni calde che in quelle fredde.
Ciò porta ad un notevole risparmio energetico.
I tetti in legno ventilati,
prendono il suo nome dal fatto che sono realizzati con degli
accorgimenti tecnico-costruttivi e scelta di materiali
ad alto valore tecnologico, tali da creare un sistema
tetto che consente all'aria di circolare all'interno di
una intercapedine compresa tra i 2 tavolati di copertura
generalmente realizzati con pannelli tecnici in OSB
(Oriented Strand Board = Pannello a Scaglie Orientate)
sugli strati esterni, longitudinalmente rispetto alla lunghezza
del pannello, mentre negli strati intermedi ripartite trasversalmente.
La Ross Holz preferisce l'uso di pannelli OSB/3
perché rispondono strutturalmente e qualitativamente
alla normativa di classificazione per impieghi strutturali
in ambienti umidi ed una maglia di listelli; grazie
ad un moto convettivo dell'aria ed incanalamento del
vento, otteniamo la ventilazione.
Il dimensionamento dei canali di ventilazione che
corrono lungo la falda, è estremamente importante in
quanto così si determina l'efficienza della sistema
tetti in legno ventilati
e dei suoi conseguenti effetti benefici. Si stima che su una
falda di lunghezza media 7 mt e pendenza 30-35% la sezione
di flusso deve essere almeno di 0,05 mq (500 cmq netti) per
ogni metro di larghezza di falda. Se consideriamo che i
tetti in legno ventilati ben costruiti riescono ad ottenere
un abbattimento calorico di oltre il 40% e che in assenza
di ventilazione, oltre il 65% del calore viene dal tetto,
riteniamo che sia ragionevole pensare di far comprendere quanto
sia importante essere più generosi nelle realizzazioni
di intercapedini atte alla ventilazione del tetto.
La microventilazione sotto tegola ( per ottenerla è
sufficiente che le tegole siano montate su listelli di supporto
ma avendo cura di utilizzare sempre guarnizioni adatte per
chiodi al fine di preservare la tenuta del manto dalle infiltrazioni
di acqua.) mantiene una temperatura costante del manto
di copertura e svolge un'azione di supporto alla ventilazione.
Il flusso di ventilazione ha un andamento che va dalla
linea di gronda e sfocia all'altezza del colmo;
è indispensabile quindi che entrambi siano liberi da
ostacoli che possano impedirne la circolazione. Una lamiera
microforata permette l'esclusivo passaggio dell'aria evitando
a insetti e uccelli di annidarsi nell'intercapedine. Rispetto
al dimensionamento della parte di colmo dei tetti
in legno ventilati, è bene tenere presente che
questo rappresenta la via di fuga dell'aria ventilata
e che quindi, se sottodimensionato, andrebbe a compromettere
la buona funzionalità del sistema tetti
in legno ventilati.
L'applicazione corretta di questi "accorgimenti"
fa si che l'ambiente sottotetto sia ugualmente
vivibile e fruibile sia in inverno in quanto, venendo meno
i moti convettivi dovuti all'irraggiamento solare,
si crea una zona dove l'aria è "ferma"
e quindi esprime al meglio le sue caratteristiche di coibentante
termico ed evita la dispersione del calore prodotto all'interno
dell'abitazione che in estate momento in cui con la ventilazione,
si impedisce che il calore si trasmetta agli ambienti sottostanti
mantenendo così una temperatura apprezzabile
senza dover necessariamente ricorrere (come invece accade
attualmente nella maggior parte dei casi) ad un condizionatore
con un enorme dispendio energetico.
Ma la sola intercapedine non sarebbe sufficiente se
in questo punto non fosse risolto anche il problema della
traspirabilità e impermeabilità (ormai
regolamentati per legge nella normativa UNI 9460/2008). I
due concetti, apparentemente in contraddizione l'uno con l'altro,
devono però convivere in un tetto
in legno ventilato. Ricordiamo che gli unici elementi
che possono influenzare negativamente la tenuta e la durata
nel tempo del legno sono l'acqua e quindi l'umidità,
e la assenza di traspirazione. Il legno in quanto materiale
vivo ha bisogno di respirare. Per ottenere ciò è
necessario l'utilizzo di un materiale, generalmente chiamato
"freno al vapore" una combinazione di
membrana traspirante e impermeabile tra due tessuti non tessuti
conforme alle Direttive Europee En 13859-1 e 2,EN 13984, molto
robusta ma anche più leggera rispetto ai prodotti
bituminosi, e costituisce una protezione ottimale contro
la neve, la polvere e la pioggia.
Impermeabile all'acqua ma permeabile al vapore
permette una perfetta asciugatura del tavolato in legno.
Le molecole dell'acqua infatti sono più grandi
di quelle del vapore e quindi non passano dall'esterno
del tetto verso l'interno della casa mentre quelle del
vapore, passano dall'interno della casa verso l'esterno.
In questo modo si risolvono i problemi di traspirabilità
grazie ad un'azione di trasporto del vapore acqueo
che ne consente una rapida eliminazione. Assenza di elevato
grado di umidità in casa, significa alto livello
di benessere climatico. La parte sottostante al sistema
ventilazione è formata da uno strato in cui vengono
collocati i materiali isolanti, l'assito in legno
e la struttura a travi e travetti.
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TETTI IN LEGNO ISOLATI
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Un buon tetto si caratterizza per un insieme di requisiti
indispensabili che agiscono in maniera sinergica e garantiscono
il massimo comfort e il maggior risparmio energetico
in ogni stagione. Si possono distinguere fra quelli meccanici,
riguardanti la tipologia della struttura e tecnologici.
REQUISITI MECCANICI: la resistenza.
La struttura portante di ogni tetto si può ricondurre
a due tipologie principali: piano continuo di un solaio
in laterocemento o piano discontinuo di un solaio in
legno. In entrambi i casi deve sopportare carichi permanenti
(strutturali) e sovraccarichi accidentali, riconducibili
principalmente all'azione di agenti atmosferici, come la neve
o il vento. È bene ricordare a proposito del carico neve
che:
- per pendenze che vanno dai 20° ai 60°, in cui la neve
si accumula in strati che possono scivolare verso il basso,
la normativa prevede la necessità di distribuire sulla
copertura elementi fermaneve, disposti per file parallele
alla linea di gronda in quantità proporzionale alla criticità
della situazione;
- per quanto concerne il vento, la sua forza agisce in maniera
distribuita o localizzata, sotto forma di turbolenze
e vortici: in questo caso esercita una pressione soprattutto
sulle linee di bordo, di gronda, di colmo, che vanno
accuratamente ancorate.
REQUISITI TECNOLOGICI: condizioni igrometriche e scambi
termici in inverno e in estate.
Per ottenere ciò è necessario intervenire con accorgimenti
che puntano ad ottenere un buon livello di isolamento
termico che si determina quantificando le dispersioni
termiche in periodo invernale; durante il periodo invernale,
un buon tetto deve limitare le dispersioni termiche
e accumulare il calore fornito dall'irraggiamento solare,
in modo da poterlo rilasciare lentamente negli ambienti interni
durante la notte. In alcuni casi, si può aumentare l'isolamento
quando siamo in presenza di sottotetto non abitato,
mediante aperture contrapposte ubicate nelle chiusure verticali;
in questo caso lo strato termo-isolante andrà posto
all'estradosso dell'ultimo solaio interpiano. La ventilazione
che si viene a creare agisce come controllo della condensa
interstiziale.
La condensa interstiziale si forma di solito in inverno
negli strati esterni di chiusura, quando il vapore interno,
migrando verso l'esterno, incontra materiali ad elevata
impermeabilità. Questo si verifica quando questi strati
si trovano sopra lo strato termo-isolante. Nelle immagini
a fianco sono riportate alcune tipologie di soluzioni per
ottenere dei sistemi isolati.
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TETTI IN LEGNO VERDE
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Il tetto verde anche detto Tetto
Pensile è di norma un tetto non ventilato o più
semplicemente un tetto isolato
sulla cui superficie, piana o inclinata, si vanno a posizionare
i vari strati necessari a seconda che si voglia realizzare
un tetto a verde intensivo o un tetto a verde estensivo.
Nel tetto a verde estensivo si applica sulla copertura del
tetto, una specie di prato molto resistente alla siccità.
Il tipo di vegetazione impiegata è costituita da piante
erbacee che richiedono scarsa manutenzione, veloce
radicamento e capacità di rigenerazione e un approvvigionamento
idrico che possa avvenire il più possibile attraverso processi
naturali, quindi senza impianti di irrigazione. Lo strato
totale del substrato non supera i 15 cm di spessore ed un
peso trai 90 e i 150 kg/mq.
Il tetto così realizzato non è calpestabile, se non
per ordinaria manutenzione.
La struttura sottostante dovrà essere dimensionata in modo
da sopportare questo peso (che è già calcolato al massimo
della ritenzione idrica) oltre a quello dei sovraccarichi
accidentali generati da neve. Gli strati che lo compongono
sono:
- una membrana di tenuta stagna
in bitume o gomma
- uno strato di drenaggio e
di filtraggio in granulato di argilla espansa, sassi, ghiaia.
- un substrato di crescita:
muschio, terriccio
- uno strato vegetale: muschi,
graminacee, piante grasse.
I vantaggi
- Ridotte escursioni termiche
- Maggior durata della copertura
- Maggiore isolamento acustico
- Elevata ritenzione idrica
- Risparmio energetico
I tetti in legno a verde intensivo
sono consigliati per tetti che hanno una inclinazione molto
ridotta o addirittura piani.
La caratteristica infatti di un verde intensivo è quello
di poter inserire vari tipi di piante, anche a maggiore
manutenzione e con un sistema di irrigazione, in
quanto la copertura nella maggior parte dei casi, è
calpestabile.
Esistono tipi di verde intensivo che per caratteristiche e
tipologia di vegetazione, possono essere posizionati anche
su tetti con portate statiche molto ridotte in quanto possono
essere impiantati su strati molto contenuti, nell'ordine dei
20-25 cm con un peso dai 200 ai 250 kg/mq.
Nei casi di maggior portata, si può arrivare ad avere
un vero e proprio giardino, o come in alcuni casi,
un orto.
Oltre ad essere un elemento decorativo, il tetto in verde
estensivo, permette l'utilizzo di spazi che normalmente vengono
destinati a mera copertura.
Il tetto può dunque diventare una estensione della
casa.
Il substrato di vegetazione, può essere ottenuto anche
con scarti di laterizi riciclati, andando quindi a
contribuire alla soluzione di un problema di smaltimento
di un rifiuto dell'edilizia tradizionale.
I vantaggi sono più o meno assimilabili a quelli del
tetto in verde intensivo, con il valore aggiunto però
della calpestabilità e della fruibilità.
- Ridotte escursioni termiche
- Maggior durata della copertura
- Maggiore isolamento acustico
- Elevata ritenzione idrica
- Risparmio energetico
Ovviamente per questi tetti è
necessaria una continua e costante manutenzione, molto
simile appunto, a quella di un giardino tradizionale.
Sia in un caso che nell'altro, la Ross Holz si avvale della
consulenza tecnica di giardinieri esperti per poter offrire
in ogni caso un servizio "chiavi in mano".
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CASA IN LEGNO A TELAIO
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La casa in legno a telaio è definita anche Platform
Frame eresta ancora dopo tanti anni, il sistema costruttivo
più usato per l'edilizia Canadese e Statunitense. Questo sistema
costruttivo è molto utilizzato nei paesi a grande
rischio sismico, quali California o Giappone permette di costruire
edifici anche a più piani.
Il solaio viene assemblato indipendentemente creando quindi
una piattaforma di appoggio per i tramezzi. Sono presenti
nella struttura, correnti superiori e inferiori ( di norma
un travetto 16x12 che oltre a fornire supporto per il fissaggio
dei rivestimenti esterni e interni, svolge funzione di "tagliola"
al passaggio del fuoco. Il rivestimento strutturale è applicato
alla parete prima del montaggio, in modo da evitare ponteggi,
quindi viene sollevata e posizionata.
Il rivestimento esterno può essere realizzato con tavole di
legno, scandole, intonaco.
Le costruzioni a struttura in legno sono completamente
realizzate in cantiere.
In alcuni casi è possibile preassemblare in stabilimento le
pareti anche se con struttura a telaio, in modo da rendere
più agevole e veloce la realizzazione ed il montaggio
Scheda tecnica Casa a Telaio Ross Holz
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CASA IN LEGNO A PARETE PIENA
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Scheda tecnica Casa a Parete Piena Ross Holz
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GLI ISOLANTI
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L'isolante ideale in edilizia
è un materiale che sia in grado di difenderci da caldo,
freddo e rumore, e che sia contemporaneamente impermeabile,
traspirante, ecologico, atossico, riciclabile e non ultimo
che costi poco.
Su questo tema la ricerca dell'uomo è continua e inarrestabile
e spesso produce anche risultati notevoli, come ad esempio,
l'Aerogel (anche detto Arogel). È il risultato
di una ricerca sulle nanotecnologie o meglio sullo
studio delle nanostrutture, nata da una intuizione
di Steven Kistler già nel 1937, che tentò di "asciugare"
un gel per ottenerne una struttura solida. Inizialmente
realizzabile con costi proibitivi, tanto da consentirne l'applicazione
solo in campo aerospaziale, oggi, comincia ad essere pensabile
la commercializzazione su ampia scala.
Gli ultimi risultati applicativi sono in un materassino
termoisolante e flessibile, con uno spessore molto
ridotto (parliamo dell'ordine di qualche mm) e che è in
grado di proteggere termicamente da 200° a + 650°,
oltre ad essere idrofobico e traspirante.
Link di approfondimento: http://www.aerogel.com/video.html
Video su YouTube http://www.youtube.com/watch?v=kHnen2nSmDY
e http://www.youtube.com/watch?v=G2TbHTU-QNs&NR=1
Meno aerospaziali e più terreni, più "alla portata"
e più facilmente reperibili, esistono materiali che hanno
un loro specifico campo di applicazione. La scelta di uno
piuttosto che un altro è il più delle volte dipendente dall'uso
a cui sono destinati, dal tipo di costruzione o dalle scelte
del committente o progettisti. Cercheremo di fare un elenco
e per ciascun materiale cercheremo di fornire indicazioni
relative a produzione, applicazione, caratteristiche e proprietà
oltre a considerazioni sull'aspetto sanitario e ecologico.
Su questo ultimo, possiamo dire che spesso si cerca di mettere
in relazione i materiali con il loro cosiddetto "bilancio
ecologico" ovvero il rapporto che esiste tra il beneficio
offerto dalla scelta del singolo materiale isolante ed
il suo "costo ecologico" ovvero il dispendio
di energie che sono state necessarie alla sua produzione,
all'estrazione delle materie prime che lo compongono,
gli effetti sulla salute provocati da gas o fibre che si
sprigionano dallo stesso, la sua reperibilità in
natura, i trasporti e i montaggi.
Inoltre vanno considerate le emissioni di CO2 e i processi
di acidificazione (SO2). Per usare un termine proprio
che le racchiude tutte, cerchiamo di capire anche quanto questo
è sostenibile, che nella sua definizione si intende
capace di ridurre ai minimi termini il suo impatto ambientale
nel suo intero ciclo di vita. Un materiale è tanto
più sostenibile quanto minore è il dispendio di energia
necessaria per l'estrazione della materia prima, per i
processi di lavorazione, imballaggio, trasporto,
distribuzione, applicazione, riutilizzo
o riciclo, dismissione o smaltimento.
Nella scelta del materiale isolante, ci premuriamo
di fornire alcuni consigli nati dall'esperienza e che
possono essere d'aiuto nella scelta del materiale più idoneo.
- Valutare l'ecobilancio basandosi
su dati certi e già sperimentati
- Preferire i cicli chiusi,
ovvero recupero degli scarti di lavorazione, riciclabilità
- Per quanto possibile derivanti da
materie prime rinnovabili
- Con reperibilità zonale o
geografica a km 0
- Non pensare ad un materiale per
tutto ma ognuno per la propria funzione specifica
Se parliamo di Isolanti Termici
vuole dire, come abbiamo accennato all'inizio, che ci devono
eliminare o meglio ridurre ai minimi termini, i flussi
di calore che si traducono in dispersioni di calore
dall'interno verso l'esterno, soprattutto nelle stagioni
fredde e viceversa nelle stagioni calde. Gli elementi
per determinare le caratteristiche termo fisiche del
materiale sono innanzitutto la Densità, la Conduttività
Termica, la Resistenza Termica e la Trasmittanza
Termica.
- LA CONDUCIBILITÀ TERMICA
(W/mK) Indica la quantità di calore espressa in Watt,
che si riesce a trasmettere attraverso uno strato di
materiale con una superficie di 1m² per uno spessore di
1m, quando il divario di temperatura in direzione del
flusso del calore è di 1 K (Kelvin). Più basso è il valore
di conducibilità termica migliore è la prestazione
isolante del materiale.
- LA RESISTENZA TERMICA (K/W)
rappresenta la capacità del materiale di opporsi
al passaggio di calore. È il valore con cui si quantifica
la coibentazione termica. Più è alta la resistenza termica
migliore è la coibentazione. Tale valore è pari
all'inverso della Trasmittanza.
- LA TRASMITTANZA TERMICA misura
la quantità di calore che nell'unità di tempo attraversa
un elemento strutturale della superficie di 1m² in presenza
di una differenza di temperatura di 1 grado tra l'interno
e l'esterno. Più è basso il valore maggiore è l'isolamento.
La CAPACITÀ di ACCUMULO DEL CALORE
nei materiali isolanti è un altro elemento importante
da prendere in considerazione. Ciò significa che il materiale
è in grado di mantenerlo e di ricederlo e diffonderlo in maniera
differita. Ciò consente di attenuare le oscillazioni di
temperatura all'interno dell'ambiente e quindi di ridurre
i carichi termici. Questa capacità si esprime attraverso
altri tre valori:
- LA DENSITÀ detta anche Massa
Volumica si esprime in kg/m³ ed è il peso in una
unità di volume di un materiale. Con le alte temperature
sono preferibili alti valori di massa volumica a parità
di spessore e conducibilità termica. Aumentando la densità
diminuisce la diffusività tanto che al tatto risultano
più freddi. L'obiettivo primario della ricerca in questo
settore è ottenere la massima densità nel minimo spessore.
- IL CALORE SPECIFICO (J/kgK)
è la quantità di calore necessaria per far variare di
1°C la temperatura di 1kg del materiale considerato.
Indica l'attitudine di un materiale ad accumulare calore.
D'estate sono preferibili alti valori di calore specifico
a parità di spessore e conducibilità termica. Aumentando
il calore specifico diminuisce la diffusività.
- LA DIFFUSIVITÀ (m²/s) è la
capacità di un materiale di diffondere il caldo e il
freddo. Con alta diffusività si ha una elevata distribuzione
del calore, mentre una bassa diffusività significa che il
calore all'interno del materiale si estingue rapidamente.
Ma come abbiamo detto in precedenza,
queste caratteristiche sono necessarie ma non sufficienti
a garantire un sistema che dia quel confort abitativo che
viene richiesto. Infatti abbiamo parlato di una componente
che è estremamente importante ed è l'umidità. Bisogna
anche valutare quindi quello che è definito il Comportamento
Termo Igrometrico del materiale ovvero la capacità
di lasciarsi attraversare o meno dal vapore. Tale comportamento
viene valutato mediante una grandezza:
- LA PERMEABILIÀ AL VAPORE
è un indice (µ) che evidenzia appunto la resistenza alla
diffusione del vapore. Con valori < 10 abbiamo un materiale
ad alta permeabilità al vapore, mentre con valori
> a 500 la permeabilità è bassa. La permeabilità
al vapore è una proprietà particolarmente influente sulla
presenza di umidità negli ambienti confinati e questo ha
notevoli ricadute sulla qualità dell'aria, che è uno dei
fattori che determinano il grado di benessere abitativo.
Una "aria cattiva" non è soltanto sgradevole
ma può generare effetti devastanti per la salute.
L'"inquinamento indoor"
è stato riconosciuto come causa di varie patologie
conosciute come "Sick Building Syndrome"
(sindrome da edificio malato), con sintomatologie quali
sonnolenze, mal di testa, secchezza delle mucose, nausee.
In alcuni casi si è giunti persino a forme molto gravi di
asma e neoplasie. L'OMS (Organizzazione
Mondiale della Sanità) ha stimato che circa il 30%
delle abitazioni nei paesi cosiddetti Industrializzati,
hanno problemi legati appunto all'inquinamento interno.
A ciò vanno aggiunte le emissioni nocive emesse da arredi,
materiali edili, vernici e quantaltro. Come
si evince da questa breve analisi, è necessario fare delle
accurate valutazioni nella scelta dei materiali che
andiamo a mettere nella nostre case e per fare questo è
spesso necessario rivolgersi a persone competenti.
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